La passione per il teatro mi accompagna da quando ero
bambina, per il dietro le quinte, per il rumore delle scarpe sul pavimento di
legno, per l’odore dei fondali dipinti e per il montaggio che avviene dietro il
sipario.
La meraviglia di creare una scena, di costruire una
location, di creare uno spettacolo che faccia rimanere piacevolmente stupiti…
La timidezza non mi
ha mai permesso di voler recitare, ma la mia fantasia, insieme al voler creare
con le mani, mi ha fatto vivere anni in cui ho potuto realmente lavorare dietro
le quinte…anni meravigliosi!!!
L’inizio è stato nei villaggi turistici come “SCEMOGRAFA”, simpatico
nomignolo attribuito a chi, divertendosi da morire, univa l’arte e la passione
inscenando dalla mattina alla sera grandi spettacoli, alternando il lato da
animatore, requisito fondamentale nei villaggi turistici…
Il passaggio più emozionante e importante al Teatro della
Tosse di Genova accanto a Lele Luzzati, del quale vorrei parlare più avanti, e l’approdo
al Laboratorio integrato Piero Gabrielli accanto a Roberto Gandini, hanno
segnato l’attività più importante della mia vita…
Quest’ amore per il disegno e la creatività è ciò che si
respira nella nostra casa, pur se il decorso della vita ha dovuto cambiare
radicalmente la mia più grande vocazione…mia figlia Vittoria è l’artista di
casa…
forse lei artista a tutto tondo, visto che anche a scuola la sua mente vaga e fa voli pindarici, proprio mentre le maestre spiegano…
forse lei artista a tutto tondo, visto che anche a scuola la sua mente vaga e fa voli pindarici, proprio mentre le maestre spiegano…

Non è grandemente interessata la ragazza alle materie
scolastiche: le divisioni a due cifre come il paesaggio alpino o la
fotosintesi clorofilliana sono sicuramente meno interessanti della storia degli egiziani, non tanto per le
conquiste quanto per gli abiti che indossavano, tutti tempestati di oro…
Allora, si può fare un bel cartellone sugli egizi, tutto
colorato, ma non si può certo perdere tempo con le tabelline.
Arghhh quanta fatica ragazzi!!!
Segretamente però vi assicuro che questo lato di Vittoria,
con la testa tra le nuvole e il suo mondo estremamente colorato, io lo adoro…
Il dolore più grande per lei quest’anno è non essersi potuta
dedicare al Teatro, inteso come recitazione: non è come la mamma lei, le piace recitare ma proprio tantissimo, e seppur abbia preso un anno sabatico, dedicandosi alla ritmica ed al catechismo, credo sia urgente una ripresa della recitazione…altrimenti dentro casa dobbiamo
essere spettatori instancabili dei suoi monologhi, dei suoi travestimenti, non
che questo ci dispiaccia…ma tutti mascherati…
Le nostre letture preferite, accantonando il sussidiario…Susanna



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